venerdì 16 novembre 2012

Ecomusei del Salento- Un libro assolutamente da leggere



L’argomento di cui desidero parlarvi oggi è una pubblicazione dedicata ad un tema un po’ particolare, quello dei cosiddetti “ecomusei”. Proprio in questi giorni ho infatti avuto il piacere di imbattermi in un libro, edito da Franco Angeli, che reputo degno di grande considerazione. Mi riferisco all’ultimo lavoro di Francesco Baratti, dal titolo: “Ecomusei, paesaggi, e comunità. Esperienze, progetti e ricerche nel Salento”. Francesco Baratti, architetto e archeologo con un background non indifferente, progettista di numerosi parchi e musei del Salento, ha realizzato il Museo diffuso di Cavallino, il Parco dei guerrieri di Vaste, l'Ecomuseo dei paesaggi di pietra di Acquarica.
L’autore ha insegnato per diversi anni Archeologia del paesaggio all'Università del Salento ed oggi collabora con la Scuola di Specializzazione in Archeologia dell'Ateneo salentino. Ecomusei, paesaggi e comunità è (a dire delle numerose segnalazioni uscite su questa pubblicazione) l’espressione più aggiornata e matura del suo lavoro e percorso di ricerca. Si tratta di un’opera che si concentra soprattutto nella ricerca di percorsi analitici in grado di produrre un’attiva partecipazione di gruppi sociali localizzati, sia di micro sia di macro proporzioni, volti ad attivare processi di sensibilizzazione nei confronti principalmente del patrimonio ambientale locale salentino.
Si tratta di un lavoro che si rivolge non solo agli addetti ai lavori dell’ambiente, ma anche a urbanisti, operatori culturali, architetti, economisti, che debbono prendere su di sé “l’onere” e l’onore morale di farsi “ermeneuti” di una sfida a tutti gli effetti. La tutela del paesaggio, e soprattutto con quali strumenti e attività è possibile realizzarla, pone spesso questioni che non sempre sono in grado di generare una semplice risposta e forse tutto deve partire dal tentativo di riflettere sulla possibile costruzione di una nuova e differente società del paesaggio dove politici, cittadini, imprenditori, si sollecitano vicendevolmente a tenere in diverso conto il patrimonio culturale che un paesaggio offre. Dunque, la proposta teorico-formale di Baratti rivolta alla società civile e imprenditoriale salentina tutta, è che realizzi un modello locale autostenibile, che responsabilmente provveda a sorvegliare, proteggere, e tramandare una specie di  eco-memoria, ovvero la costruzione di una progettualità della preservazione a lunga scadenza, che valga quindi per le future generazioni che abiteranno il paesaggio.
Una particolarità interessante di questo libro è il forte accento posto da Baratti sul ruolo che debbono svolgere, nell’ambito di questo processo, i singoli individui. A ciascuno si chiede, infatti, di contribuire responsabilmente alla valorizzazione e alla preservazione dei beni che appartengono alla comunità: il paesaggio, la memoria, i luoghi, modi e stili di vita degli abitanti, il patrimonio edilizio, la produzione di beni e servizi adattati alle domande e ai bisogni delle persone. Presupposto di questa responsabilizzazione è però un profondo e radicale cambiamento culturale, che dalla spoliazione del territorio conduca alla comprensione e valorizzazione delle sue innumerevoli peculiarità e risorse.  
Ma quello che mi ha incuriosito particolarmente di questo libro è la sua ibrida modalità espressiva: a volte ho avuto l’impressione di leggere un avvincente diario di bordo, a volte un rigoroso saggio scientifico. Se posso dare un consiglio ai suoi lettori, è quello di i soffermarsi soprattutto sulle esperienze dei laboratori ecomuseali sorti in provincia di Lecce con l’intento di restituire  alle diverse comunità di cittadini le proprie tradizioni, la propria cultura a partire proprio dai contesti paesaggistici. Per Baratti inoltre è fondamentale la sinergia con l’archeologia come prassi metodologica per la tutela del patrimonio ambientale, e senza la quale i rischi di errori, anche gravi, a livello tutelativo per il paesaggio e l’ambiente sarebbero davvero tanti. Libro assolutamente da leggere.

“Ecomusei, paesaggi, e comunità. Esperienze, progetti e ricerche nel Salento” di Francesco Baratti edito da Franco Angeli. (mio intervento apparso sul quotidiano Paese Nuovo del 6 novembre 2012)

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