martedì 23 ottobre 2012

Eco & green car. Guida all'auto ecologica e sostenibile di Maurizio Melis (Il Sole 24 ore)



I tempi cambiano come le mode, gli usi e i costumi. Ma al di là dei flussi e riflussi di carattere modaiolo, e dunque per definizione passeggeri e labili, vi sono cose che nel tempo hanno mantenuto uno status, una condizione, una simbologia, che definire granitici è poco. Per noi italiani, al primo posto in assoluto, e forse più della casa, vi è l’automobile. Tra il XIX e il XX secolo, al di là del boom industriale di questo specifico prodotto, la “questione automobile” appare più come una disputa di natura grammaticale: il Dizionario moderno di Alfredo Panzini all’epoca “recitava” in merito all’automobile che «Il genere maschile tende a prevalere». E che dire di Marinetti, ad esempio, che nel suo Manifesto del futurismo (pubblicato su Le Figaro del 20 febbraio 1909), scriveva all'articolo 4: «Un automobile da corsa [...] un automobile ruggente [...] è più bello della Vittoria di Samotracia.».

E di riferimenti di questo tipo ne potremmo certo citare a bizzeffe. Ma ora, quando si parla di automobile, si parla fondamentalmente di mobilità sostenibile, espressione che tende a indicare tutta quella serie di azioni connesse agli spostamenti da un luogo ad un altro (rimanendo sempre nell’ambito urbano) idonee a diminuire gli impatti ambientali sociali ed economici  prodotti dai veicoli privati. Per intenderci l'inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra, l'inquinamento acustico, il traffico congestionato derivato dal flusso di autoveicoli urbani, con tanto di degrado annesso, incluso il depauperamento del territorio causato dalla realizzazione di strade e delle relative infrastrutture. Un tema dunque di assoluta attualità, ma che a mio avviso meriterebbe approfondimenti maggiori, soprattutto con campagne di sensibilizzazione rivolte alla nuove generazioni, forse ancora in tempo per comprendere l’urgenza di operare al più presto con soluzioni green anche nell’ambito della mobilità.

Fortunatamente ci sono pubblicazioni come “Eco & green car. Guida all'auto ecologica e sostenibile” di Maurizio Melis, edito da Il Sole 24 ore che portano un po’ di luce tra le fitte maglie di un’informazione divulgativa non sempre chiara e imparziale. In questo libro assolutamente godibile, e accessibile a tutti grazie ad uno stile piano, fluido e chiarissimo, si viaggia attraverso le nuove frontiere della mobilità verde, dai veicoli elettrici, EREV, bifuel, full hybrid, plug-in e chi più ha più ne metta, con lo scopo di informare esaustivamente il lettore  su come il mondo dell’auto è in procinto di fare un vero e proprio salto di paradigma, con la consapevolezza che non stiamo parlando di anni ma forse di mesi. Ad oggi da Toyota e  Renault troviamo sul mercato numerosi modelli innovativi di auto elettriche e ibride. Anche se una vera svolta si potrà avere, una volta che si saranno superati alcuni non secondari problemi tecnici, con l’introduzione delle celle a combustibile ad idrogeno, una tecnologia assolutamente “green”, dato che i residui della combustione sono solo vapore acqueo e acqua. In attesa che queste ultime siano finalmente disponibili, il problema davanti a tanta offerta sarà quello di capire quale soluzione è la più vicina al rispetto dell’ambiente. Melis spiega il possibile e il plausibile in modo semplice e immediato rivolgendosi al lettore con la proposta di un punto di vista molto pratico.

(mio intervento apparso sul Quotidiano Paese Nuovo del 21 ottobre 2012)

sabato 13 ottobre 2012

Guida ai green jobs. Come l'ambiente sta cambiando il mondo del lavoro di Tessa Gelisio e Marco Gisotti (Edizioni Ambiente). Mio intervento sul quotidiano Paese Nuovo del 11/10/2012



In questo mio intervento torno a parlare delle effervescenti Edizioni Ambiente, cui si devono pubblicazioni, non solo di alto valore e spessore culturale, ma anche di grande attualità. Opere che ci aiutano a riflettere su questioni che devono starci a cuore, come l’ambiente e la nostra salute, temi che col passare del tempo stanno assumendo sempre più importanza. Oggi ci troviamo a dover dare seguito ad un imperativo categorico ineludibile, che ci impone di cambiare attraverso soluzioni che rispettino eco-parametri sempre più puntuali, sempre più a largo raggio. Ciò che ci viene chiesto è di cercare di mettere in discussione con maggiore forza (anche se certamente non è un’impresa facile) le condizioni e i termini di tutto quello che ha rappresentato la struttura dell’economia su scala globale. E’ senz’altro vero, infatti, che essa è affetta da una qualche forma di strana miopia, nel senso che, nel mezzo di una gigantesca crisi finanziaria,  i bisogni e le necessità della società, sono del tutto trascurati. E il termine “trascurati” non sarebbe sufficiente a comprendere il livello di attenzione che l’economia pone su questioni legate tanto alla società che all’ambiente. Naturalmente non si può approntare nessun tipo di discorso se prima non si lavora sulla risoluzione dei nodi teorico-pratici, etici, politici che stanno alla base di tutti quegli ostacoli o ambiguità che ruotano attorno alla macro-area della green economy. Molti sono gli interrogativi aperti, pochi i percorsi esplorativi miranti ad un miglioramento dello status quo, ma forse manca soprattutto la volontà di considerare concrete alternative a meccanismi economico-finanziari stritolanti. E quale migliore strada da percorrere se non quella che riguarda simultaneamente due aree di interesse piuttosto calde come l’ambiente e il lavoro? Sono passati quasi tre anni dalla sua prima edizione ed ecco che EA porta di nuovo in libreria una versione completamente rivista, aggiornata e ampliata della Guida ai green jobs a cura di Tessa Gelisio e Marco Gisotti, un libro che in ambito “eco” è divenuto un vero e proprio  punto di riferimento da cui partire per ragionare sui lavori verdi. Si tratta di un lavoro che chiunque abbia interesse al benessere ecologico dei contesti che agisce deve leggere perché, non solo rappresenta una bussola che dice al lettore cosa sta accadendo, ma suggerisce punti di vista assolutamente chiari su quali possono essere gli scenari futuri in ambiti adiacenti, che spaziano dalle energie rinnovabili ai rifiuti, all’ecofinanza, al green marketing & advertising, sino addirittura al green fashion. A testimonianza del fatto che non c’è ambito del mercato non sia stato travolto da un’onda green, che ha fatto cominciare a riflettere su aspetti come la riduzione degli sprechi e le incredibili opportunità occupazionali insite nella Green Economy. Ritengo la lettura di questo libro assolutamente imprescindibile perché analizza, nero su bianco, i lavoro verdi più richiesti, con tanto di percorso formativo da seguire per trovarli. E, cosa non secondaria, perché riporta le testimonianze dal campo, attraverso più di cinquanta interviste ai protagonisti della trasformazione di questa economia del futuro.

Tessa Gelisio è giornalista, conduttrice televisiva e presidente dell’associazione ambientalista forPlanet (www.forplanet.org). Esperta di comunicazione ambientale, scrive di ecologia e tematiche sociali legate all’ambiente su varie testate nazionali. Ha condotto programmi di divulgazione scientifica e naturalistica, tra cui “Oasi” (La7) e “Solaris” (Rete 4). Attualmente conduce “Pianeta Mare” su Rete 4 e la nuova edizione di “Cotto e mangiato” su Italia 1.

Marco Gisotti, giornalista e divulgatore, è uno dei massimi esperti in Italia di comunicazione ambientale, green economy e green jobs. Ha fondato l’agenzia di studi ambientali Green Factor (www.greenfactoronline.it) e dirige il master in Comunicazione ambientale presso lo Iulm di Milano, in collaborazione con il Cts. È fra i curatori del rapporto annuale “GreenItaly” di Unioncamere e Fondazione Symbola. Tiene conferenze di orientamento per università, scuole, imprese e da molti anni anima gli incontri legati al giornalismo ambientale del Festival internazionale di giornalismo di Perugia. Come autore televisivo ha scritto e ideato la serie di animazione “2 amici per la Terra” (Rai 3) e collabora alla trasmissione “DixitScienza” (Rai Storia). È direttore del premio Green Drop Award assegnato da Green Cross Italia e comune di Venezia alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia.