venerdì 29 giugno 2012

COME LA LANA DELLA SALAMANDRA …


Un problema ancora tutto da risolvere nel nostro Bel Paese, che provoca migliaia di morti e ogni giorno nuovi ammalati. Già, un problema scottante anche a un quarto di secolo dalla chiusura della fabbrica degli “orrori” a Casale Monferrato, dove l'amianto dell'Eternit continua inesorabile a mietere vittime. Un dramma che ha attraversato più generazioni, radendo letteralmente al suolo un’intera città. Dopo molti anni di lotte, i familiari delle vittime, insieme ad una agguerrita schiera di caparbi sindacalisti, medici, avvocati e amministratori, sono finalmente riusciti a ottenere, al termine di due anni di dibattimento, che gli eredi delle dinastie che hanno costruito le proprie fortune sull'amianto non potranno più nuocere a nessuno. Una vicenda amara e terribile che non riguarda soltanto Casale, ma tutto il mondo. Perché la fibra-killer non è ancora del tutto illegale in molti paesi dove di amianto si continua a morire. Anche per questo, sul "processo del secolo" e sulla ormai leggendaria sentenza del 13 febbraio 2012 a Torino, si sono concentrate le attenzioni internazionali.
Di tutto ciò tratta l’interessante lavoro di Giampiero Rossi per i tipi di Melampo, dal titolo “Amianto”,  il quale torna a parlare di un argomento forte, ma che non trova purtroppo facili soluzioni sia sul piano legale, sia su quello etico ed economico. Giampiero Rossi, giornalista, è caporedattore del settimanale «A», dopo essere stato 17 anni cronista de «l’Unità» e dopo aver esordito al mensile «Società civile». Ha pubblicato “La lana della salamandra, la vera storia della strage dell’amianto a Casale Monferrato” (Ediesse, 2008), tradotto in Brasile, Spagna, Messico e Francia, per il quale ha ottenuto il Premio Cronista “Piero Passetti”.
Perché questo titolo? Si sa che fin dai tempi antichi, l’amianto veniva impiegato a fini «magici» e «rituali». Per la sua caratteristica di poter sfidare le fiamme impunemente, era assimilato dalle credenze popolari alla salamandra, animale ritenuto refrattario al fuoco, al punto di poterlo attraversare senza danni.
Ma la lana della salamandra è anche al centro di un piccolo giallo. In una lettera al Fatto quotidiano, infatti, Rossi ha messo a confronto i suoi scritti sull’amianto e alcuni passaggi del monologo di Saviano nel suo recente show de La7, giungendo a una conclusione: l’autore di Gomorra lo ha plagiato. E lo avrebbe fatto non solo nelle linee generali, ma anche nei particolari, riportando fatti o situazioni di cui v’è riscontro solo nei suoi libri. Si tratta evidentemente di dispute che nascono anche dal sempre più facile accesso alle informazioni consentito dal web e dalla sostanziale condivisione di punti di vista su temi di così grande interesse sociale.
Oltre che di questo libro Rossi è autore anche de “Il lavoro che ammala” (Ediesse, 2010). Insieme a Simone Spina, in precedenza aveva scritto “Lo Spaccone. La vera storia di Umberto Bossi” (Editori Riuniti, 2003) e “I Boss di Chinatown. La mafia cinese in Italia” (Melampo, 2008). Successivamente, invece, e sempre a più mani è stato autore, assieme a Mario Portanova e Franco Stefanoni, di “Mafia a Milano. Sessant’anni di affari e delitti” (Melampo, 2011). Le pagine che ho avuto modo di leggere con attenzione hanno il colore del giornalismo d’inchiesta di altri tempi e una forte carica deduttiva, propria di tutte quelle storie autentiche e fin troppo forti raccontate attraverso la viva voce dei protagonisti. La scrittura di Rossi è chiara, velata da un pizzico di lirismo poetico, ma incisiva proprio come deve esserlo la penna che vuole fare chiarezza su ferite ancora aperte in Italia.  Ciò che emerge è che la cronaca supera talvolta anche la più fervida immaginazione mentre il cinismo, spesso e volentieri, la fa da vero padrone.


AMIANTO DI GIAMPIERO ROSSI (MELAMPO). MIO INTERVENTO APPARSO SU PAESE NUOVO DEL 27 GIUGNO 2012

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