mercoledì 14 marzo 2012

Dal Salento una proposta per l’ecocriticism.


Alcuni conoscenti dal Salento mi hanno segnalato (l’ho acquistato e letto in un baleno) la pubblicazione di un interessante lavoro edito dalla leccese Pensa Multimedia, dal titolo “Oltre l’ecologia del pensiero. Verso una controproposta letteraria, sociale e antropologica all’oscurantismo culturale di massa” di Federico Ligotti. Figlio d’arte, (il padre Giuseppe Elio Ligotti è uscito qualche mese fa per i tipi di Lupo Editore sotto lo pseudonimo di Nelson Martinico con uno splendido lavoro dal titolo “Dovevamo saperlo che l’amore”), realizza un’opera che è già stata adottata come libro di testo presso i corsi di Letteratura Italiana e Teoria della Letteratura dell’Università di Roma La Sapienza per l’anno accademico 2011/2012. Vincitore nel 2004, sezione giovani, del Premio Nazionale di Poesia Mario Luzi, ha pubblicato il suo primo romanzo “Kalimat Allah – Parola di Dio” (Lupo Editore).

Oltre l’ecologia del pensiero è un lavoro innovativo, completo, mai banale, caratterizzato da un linguaggio articolato ma mai eccessivamente complesso tanto da risultare alla fine ostico. Già il titolo è di per sé molto eloquente: andare “oltre” l’ecologia del pensiero ha il significato di rivedere radicalmente la nostra Weltanshauung, ovvero il complesso delle nostre idee riguardo al mondo, alla storia, alla letteratura e all’ambiente.

Un’opera, quella di questo giovane ma brillante autore, che vuole trattare (sotto forma di esaustivo ed onnicomprensivo compendio) tutte le tematiche dell’ecologia letteraria (ecocriticism, in lingua inglese) con l’obiettivo di far compiere un salto qualitativo alla riflessione su ciò che per noi significa mondo ecologico, ecologia, ecocompatibilità. Un lavoro che apre la strada, dunque, ad una molteplicità di percorsi culturali in seno a nuovi ed altri paradigmi ecologici (dall’ecocriticism all’ecolinguistica, dall’euristica all’ecopsicologia etc, ect), con la viva convinzione che gli impervi percorsi della ricerca accademica italiana, i centri di ricerca, possano dischiudersi anche per gli studiosi di ecologia letteraria. E quindi ritorna sovente, nel percorso tra le tematiche ecologiche ed ambientali da me trattate ripetutamente in questi spazi, il concetto di ecologia ed ecocompatibilità, a sostegno e a riprova della inesauribilità dell’argomento. Interessante anche il modo in cui l’autore espone i concetti, suddividendoli modernamente per “temi ideali”, piuttosto che per capitoli.

Solo per fare un esempio del carattere spiccatamente interdisciplinare di questo lavoro, il libro di Ligotti mi ha ricordato che gli studi di biologia, ecologia, ed altre scienze ambientali, possono intrecciarsi con altre forme di ecologia, come quelle della comunicazione, sia interpersonale che all’interno di mezzi di comunicazione attraverso gli stessi operatori della comunicazione. Un’ecologia del comunicare la si deve innanzitutto costruire sulla capacità di superare le molteplici barriere che si frappongono tra noi e le diverse tipologie di grammatiche (culturali, sociali, politiche) e che producono numerose distorsioni e frequentissimi malintesi. Se però analizzassimo queste barriere, anzichè in chiave microsistemica (cioè a livello di relazioni interpersonali), in chiave macrosistemica (ovvero nella comunicazione che avviene attraverso i mezzi di comunicazione di massa), noteremo che manca in assoluto un pre/requisito fondamentale: l’assunzione di responsabilità onesta e trasparente nel farsi veicoli di informazione e di informazioni.

E se l’informazione è minata alle basi da pregiudizi, preconcetti, o peggio ancora da disonestà intellettuale, diventa evidentemente assai facile diffondere panico e paure immotivate tra la cittadinanza di intere comunità. C’è da augurarsi che la letteratura possa diventare il luogo d’elezione per un’ecologia della comunicazione capace di fare chiarezza nel marasma sottoculturale o post-ideologico nel quale e dal quale ci ritroviamo tutti invischiati. Ecologia e ambiente hanno davvero una straordinaria capacità: far venire alla luce le nostre pochezze, i nostri limiti, la nostra incapacità di elevare lo sguardo oltre l’orizzonte del tempo presente.

Federico Ligotti – Oltre l’ecologia del pensiero. Verso una controproposta letteraria, sociale e antropologica all’oscurantismo culturale di massa – Pensa Multimedia, 2011, p. 412, €28

Pubblicato sul blog de La Repubblica Bari il 13 marzo 2012

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