lunedì 13 febbraio 2012

Gli ebook e la loro ecocompatibilità

Sono ormai più di due anni che mi occupo di segnalare testi, case editrici, eventi culturali legati in qualche modo all’ambiente ed alla cultura ecologica. E’ da molto più tempo invece che, viaggiando per lavoro un po’in tutto il mondo, mi pongo l’obiettivo di realizzare ricerche e progetti di sviluppo nell’ambito delle nuove energie, all’interno di quel vasto e magmatico “mare magnum” della Green Economy. Ciò che mi ha sempre sorpreso è che, sia da parte di giornalisti anche specializzati su tematiche “verdi”, sia da parte di ambientalisti inflessibili, si abusa generalmente, e in maniera superficiale, del termine “eco/compatibilità”, spesso utilizzandolo a sproposito, oppure in modo decisamente de-contestuale. Indubbiamente la parola “eco/compatibilità” ha subito numerose traversie semantiche che l’hanno dapprima relegata solo alle questioni di carattere biologico, come l’osservazione della natura e dei suoi equilibri, poi e su più larga scala, alle conseguenze ultime dell’agire dell’uomo nei confronti dell’ambiente.
Si impone quindi una decodifica. Una su tutte quella della Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE), che di eco/compatibilità ha dato la seguente definizione: “processi per minimizzare l’impatto negativo del sistema industriale”. Se dunque l’obiettivo dell’ecompatibilità è quello di minimizzare le disastrose conseguenze dell’industria sull’ambiente, non ho potuto fare a meno di riflettere sull’ipotesi che anche un’industria culturale, e nello specifico quella editoriale, potrebbe contribuire a migliorare eco/compatibilmente questo mondo. Ed ecco che mi viene subito in mente la nuova frontiera dell’editoria, che è quella digitale, ovvero quella degli ebook, i libri che si possono leggere sugli Ipad, sui kindle o su altre tipologie di ebook reader.
Negli ultimi mesi ho acquistato e letto diversi ebook, acquistati ad esempio da Il Mio Libro, da Youcanprint, servizio di selfpublishing tutto italiano che ha sede a Tricase nel Salento, da BookRepublic e da Ebookyou. Devo dire che si è trattato di esperienze assolutamente soddisfacenti, sia sul piano del semplice acquisto, che della reperibilità. Gli ebook li trovi subito, li porti con te ovunque, senza problemi di spazio o di peso, sono in assoluto il prodotto più eco/compatibile che ci sia, dal momento che per la loro produzione non viene abbattuto un solo albero, è richiesta pochissima energia e, nel caso restino invenduti, non pongono alcun problema di resi. Essendo molto più economici da produrre, sono spesso gratuiti (in generale, anche se non solo, i testi classici) e, non richiedendo consistenti capitali di rischio per la loro realizzazione, stanno aprendo le porte dell’editoria, democraticamente, a un numero crescente di aspiranti scrittori.
Anche la loro distribuzione è decisamente più ecocompatibile, non necessitando di mezzi di trasporto inquinanti e costosi. Stanno inoltre rendendo accessibile uno sconfinato patrimonio di cultura a una platea di lettori sempre più vasta e diversificata e, anche se letti e annotati più e più volte non si consumano mai. Naturalmente prima che il libro tradizionale venga definitivamente sostituito dall’ebook ne passerà di tempo, ma posso dire che qualche passo illuminato in tal senso si è fatto e tutt’ora lo si sta facendo. E di questo mi persuado ulteriormente, ad esempio, quando apprendo che una scuola di Lecce, nello specifico l’ISISS Scarambone di Lecce ha provveduto a fornire ogni studente di netbook per lezioni interattive da vero “eco/futuro”. Dunque l’eco/compatibilità non può e non deve rimanere solo una categoria astratta, o meglio relegata solo a determinati aspetti del vivere umano ed economico. E chissà, forse una prima rivoluzione eco/digitale, nonché ecocompatibile, potrebbe cominciare – e perché no? – proprio dal mondo della cultura e dell’editoria.

Questo mio intervento è apparso l'11 febbraio 2012 sul blog libri de La Repubblica QUI

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