lunedì 6 febbraio 2012

Fermate l'euro disastro! Contro l'oligarchia finanziaria di Otte Max (Chiarelettere) Di Vander Tumiatti (Fondatore di Sea Marconi Technologies)

La crisi che ancora stiamo vivendo nonostante il nuovo governo Monti, che era stato visto come il fautore di un rinnovamento economico per l’Europa, a tutt’oggi è da “bollino rosso” Il nostro Paese il quale, insieme ad altri Paesi europei, ha vissuto per lunghi anni al di sopra delle proprie possibilità, grazie in particolare alla leva della spesa pubblica (deficit spending) utilizzata spesso a fini di consenso e con eccessiva generosità. La crisi finanziaria del 2008 e più ancora quella economica scoppiata quest'anno, hanno reso oramai evidente che è impossibile continuare sulla strada di un crescente indebitamento e dello spreco. Forse è arrivato il momento di interrogarci su cosa non è andato per il verso giusto. Nel corso di una delle mie peregrinazioni libresche, mi è capitato tra le mani questo bel lavoro di Max Otte edito da Chiarelettere dal titolo emblematico “Fermate l'euro disastro! Contro l'oligarchia finanziaria”. Un libro che assolutamente non ha nulla di sensazionalistico né vuole presentarsi con toni accesi da pamphlet di quart’ordine, o peggio ancora arrivare magari a scomodare inappropriate teorie del complotto, con relative terapie, panacee di tutti i mali economici che stiamo vivendo.
Il lavoro di quest’autore è attento e scritto in maniera tale da poter essere, non solo accessibile a tutti, ma anche capace di trovare un forte gradimento tra i lettori non “forti” ma semplicemente animati dal desiderio di comprendere cosa sta accadendo attorno a noi.
Max Otte, definito da alcuni “profeta della crisi”, ma considerato da molti il più influente economista tedesco, si forma all’Università di Princeton, conosciuta come una delle cattedrali della cultura americana, e insegna economia aziendale all’Istituto superiore universitario di Worms. E’ professore all’Università di Graz e direttore dell’IFVE (Istituto per lo sviluppo della gestione di patrimoni). Nel corso della sua carriera ha pubblicato numerosi libri di successo su argomenti economici e finanziari. In quest’ultimo lavoro afferma, detto in soldoni, che tutta la prodigalità nostra e dell’Europa verso la Grecia, l'Irlanda o il Portogallo, è finita dritta dritta nelle mani dei soliti potenti speculatori finanziari che sono soliti fare grandi affari speculando sulle difficoltà corporations o degli stati. Quello dell’insolvenza è un rischio che tocca anche l’Italia, forse soprattutto l’Italia, per poi ripercuotersi a cascata, date le dimensioni del nostro Paese, sul resto dell’Europa. Otte dice che è giunto il momento di agire per non affidare il nostro futuro allo strapotere delle banche, che sta seriamente minando la democrazia. Secondo l’economista tedesco non è necessaria alcuna rivoluzione, basterebbe dettare delle regole rigorose e precise e rispettarle, ma soprattutto farle rispettare! A ogni costo. Consentitemi ora di fare un inciso. Questo è un libro che mi ha fatto riflettere intorno alla questione delle energie alternative, in quanto parte di una possibile soluzione anche ai problemi economici attuali, e sulla necessità di farle finalmente emergere da una lunga stasi legislativa  e politica. Mai come adesso si pone con assoluta evidenza la necessità di sviluppare le fonti rinnovabili di energia, di cui il nostro Paese è potenzialmente ricco, sottraendosi il più possibile alla dipendenza dall’esterno, esposta all’incertezza delle forniture e all’instabilità politica e com’è noto, trattandosi spesso di prodotti di origine fossile, all’origine di gravi danni ambientali. Stiamo parlando di un settore nel quale si potrebbero concentrare consistenti investimenti in ricerca – cosa nella quale abbiamo il non invidiabile privilegio di essere il fanalino di coda d’Europa – a condizione però che si dia un quadro normativo certo, chiaro e lungimirante. Potemmo così creare molti posti di lavoro per giovani laureati e, successivamente, un indotto di imprese con competenze specifiche, capaci di operare in modo affidabile per la progettazione e la gestione degli impianti e, magari, di esportare la propria expertise in altri Paesi.
Tornando a Max Otte, il professore parla senza peli sulla lingua di quelle che a suo parere sono le tre menzogne raccontate dai politici tedeschi e cioè che è necessario salvare la Grecia, l'euro e l'Europa. I beneficiari dei pacchetti di salvataggio, aggiunge, sono le banche d'investimento e i super ricchi, non certo i cittadini. Una strategia che non salverà il Vecchio continente ma servirà solo ad avvantaggiare gli oligarchi della finanza, cui la politica si è chiaramente sottomessa. Un’economia di mercato corretta non dovrebbe premiare le rendite finanziarie, ma dovrebbe aiutare in ogni modo i cittadini affinché possano trovare un lavoro, mantenere una famiglia e ricevere un'adeguata tutela pensionistica. Con un preciso traguardo: spezzare il dominio dell'oligarchia finanziaria. Un obiettivo che sarebbe a portata di mano, secondo Otte, se ciascuno di noi facesse maggiore attenzione al modo in cui impiega il denaro, in particolare i propri risparmi. Il suo suggerimento è di non rivolgersi alle grandi banche ma a quelle cooperative e di acquistare titoli di aziende solide, che rappresentino valori economici, non solo finanziari. In un mondo dove la finanza prevale spesso sulla politica, anche queste scelte sono come l’espressione di un voto, una forma non secondaria di democrazia.

(articolo apparso sul quotidiano Paese Nuovo il 22 dicembre 2011)

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