domenica 19 giugno 2011

Lagune (quasi) blu - Condizioni di vita e di salute degli stagni costieri in Italia di Mauro Lenzi, (Effequ). Di Vander Tumiatti*












Tra un viaggio di lavoro e l’altro ho avuto modo di acquistare e leggere un agevole saggio edito dalla casa editrice Effequ. La collana ha per denominazione “Saggi Pop” e, a dispetto di quello che potrebbe indurre a credere il nome, si tratta (in libreria ho osservato e apprezzato più di un titolo) di pubblicazioni che si occupano in maniera “soft” e mai banale o superficiale di tematiche che possono interessare e toccare da vicino la nostra quotidianità, quella vita che conduciamo talvolta in maniera distratta, senza fermarci a riflettere su questioni che riguardano la nostra comunità, la nostra società, il nostro futuro e, last but not least, la tutela dell’ambiente. In precedenti interventi su queste pagine mi sono occupato di autori come Ferdinando Boero, Antonio Galdo, Rossella Barletta solo per citarne alcuni, che mi hanno incuriosito per i diversi approcci alla salvaguardia ambientale che hanno evidenziato nei rispettivi lavori.

Per mia natura sono un lettore onnivoro e devo dire che, anche in questo caso, non mi smentisco. Già, perché esce dunque “Lagune (quasi) blu - Condizioni di vita e di salute degli stagni costieri in Italia” di Mauro Lenzi per i tipi di Effequ edizioni. Lenzi è membro della Società italiana di biologia marina, co-fondatore della rete italiana per la ricerca lagunare Lagunet, dirige le attività di ricerca del laboratorio di ecologia della laguna di Orbetello per la società Orbetello pesca lagunare e collabora con le università di Pisa, Firenze, Siena, Parma, Venezia e Roma, oltre che con l’Ispra (Istituto di ricerche protezione dell’ambiente) di Roma, con il WWF Italia, con l’Arpat (Protezione ambientale toscana), con la Fao Roma, con il Cnr Italia (Comitato Nazionale Ricerche) e con l’Enea (Agenzia nazionale per la nuova tecnologia). Autore di tutto rispetto, Lenzi ha scritto un libro che si legge con grande agilità e piacevolezza, il cui intento fondamentale è di guidare il lettore all’esame delle lagune costiere (“zone di transizione”) lungo la costa del Mediterraneo e poi tra Spagna, Francia e Italia. Ma cosa ancora più interessante è che tenta di farne una fotografia, la più lucida possibile.

Ma cosa sono in realtà le “zone di transizione?”. Parliamo di zone al confine tra mare e terraferma che furono individuate dai nostri avi per costruirvi le loro palafitte e apprezzate per le opportunità di sopravvivenza offerte dall’habitat, perfetto per innumerevoli specie animali e vegetali. Si tratta pertanto di territori ambiti dall'uomo, che in essi ha potuto cacciare e pescare con estrema facilità. L’autore dichiara che tuttora le lagune e gli acquitrini italiani sono zone di grande importanza da un punto di vista ecologico, naturalistico, paesaggistico, ma anche economico, con il loro indotto di attività lavorative (turismo, pesca, allevamento ittico). Si pensi per esempio alla Laguna di Venezia, la più grande d’Europa, dove ha potuto fiorire, anche grazie alla protezione offerta da queste “Terre incerte”, la repubblica marinara che estese il suo dominio, nel corso di vari secoli, dall’Adriatico ai Balcani, fino all’Asia Minore. Ma al di là dell’argomento specifico, non appena terminato di leggere questo bel lavoro di Lenzi mi sono prontamente balzati alla mente numerosi spunti di riflessione. Viene spontaneo chiedersi, infatti, perché non si possa, magari su argomenti delicati in ambito ambientale, a partire dalle cosiddette “zone di transizione”, sino a questioni concernenti l’eolico, il fotovolatico, le bioenergìe, armonizzare le idee spesso contrastanti di ecologi, ingegneri, cacciatori, pescatori, agricoltori, gestori di attività turistiche, amministratori, opinion leader e operatori dell’informazione in questi ambiti. Territori di transizione anch’essi, quindi potenzialmente adatti a fornire un habitat metaforico e ideale al confronto dialettico tra l’uomo e l’ambiente, la società, la propria coscienza. Una domanda, almeno una, rimane però sospesa nell’aria, ancora in attesa di una plausibile risposta: come mai è possibile che tra economia, informazione e ambiente ci sia uno iato così forte?

* Fondatore di Sea Marconi Technologies Italia

lunedì 13 giugno 2011

“IL RISPARMIO ENERGETICO DAI MICRO AI MACROSISTEMI AMBIENTALI”.








Nuovo appuntamento del Forum Convergenze Possibili con lo Studio AERREKAPPA di Lecce, che si terrà il 16 giugno 2011 alle ore 19.30 presso “Cibus Mazzini” in via Lamarmora 4 a Lecce, e che avrà per titolo “IL RISPARMIO ENERGETICO DAI MICRO AI MACROSISTEMI AMBIENTALI”.
Parteciperanno l’Ing. Laura Cinquarla, Responsabile Formazione di “iGuzzini Illuminazione” dalla sede centrale di Recanati, il Dott. Federico Ambrosanio, Area Manager di “iGuzzini Illuminazione” dalla sede centrale di Recanati, l’Arch. Cristina Caiulo dello Studio AERREKAPPA da Lecce, l’Ing. Stefano Pallara dello Studio AERREKAPPA da Lecce, Vander Tumiatti di Sea Marconi Technologies da Torino. Modererà il Dott. Gianluca Pasca dell’Ass. Kalos Manfredi Pasca da Lecce.

IL FORUM - Il tema del risparmio energetico e della riduzione dell’inquinamento mediante l’utilizzo delle energie rinnovabili è un tema affascinante ma spinoso. Affascinante perché gli elementi con i quali si lavora sono le forze della natura che consentono la nostra vita sulla terra, e che l’uomo sapeva utilizzare con grande maestria e rispetto in epoche passate, ma che oggi sfrutta senza ritegno con le conseguenze ben note. Spinoso perché non basta la parola per essere davvero “sostenibili energeticamente”, non dimentichiamo che anche il metano che brucia nelle nostre caldaie è un prodotto “naturale” ma i residui della sua combustione sono nocivi se emessi in grande quantità e concentrati nell’aria che respiriamo. La stessa cosa si può dire per gli impianti fotovoltaici o per quelli eolici, che sono di forte impatto sul territorio e devono essere progettati con cognizione di causa. Il nostro campo di azione come progettisti si concentra sulla piccola scala come obiettivi e interventi, ma con benefiche ricadute anche su larga scala come effetti. Il nostro impegno in tal senso inizia subito, ancora prima della fase progettuale, con uno studio approfondito delle caratteristiche ambientali nelle quali andiamo ad operare. L’utilizzo di energie pulite e rinnovabili viene attentamente valutato, sia dal punto di vista dell’ottimizzazione sia da quello del risparmio non solo energetico, e il filo conduttore di tutte le nostre scelte è il miglior rapporto qualità-prezzo.

Con soluzioni molto semplici da mettere in opera ma raffinate dal punto di vista progettuale, il nostro contributo al rispetto dell’ambiente comincia dalla nostra casa, dal luogo più prossimo a noi, per poi estendersi al contesto che la circonda in una vera e propria osmosi, mediante un processo che considera la casa un organismo vivente. Infatti anche l’ambiente che ci circonda è la nostra casa, e questo ritrarsi da una dimensione di condivisione collettiva dei problemi, caratteristico dei nostri tempi individualisti, ha provocato la deriva ambientale di cui sperimentiamo ogni giorno gli effetti, con i rifiuti per strada e sulle spiagge, il traffico impazzito, gli eventi climatici stagionali che si trasformano in catastrofi per l’impermeabilizzazione del terreno dovuta alla cementificazione selvaggia, la mistificazione della speculazione edilizia che ci vende la casetta a schiera unifamiliare come autonoma ma ubicata all’interno di un condominio (orizzontale), e così via. Problemi ai quali non si riesce a dare una risposta soddisfacente, a causa senz’altro della indiscutibile complessità del mondo contemporaneo, ma anche perché abbiamo lasciato che la città crescesse liberamente all’interno di una fitta trama di leggi e norme servite solo a fissare i limiti da superare. Purtroppo ad un certo punto è come se la riflessione profonda sulla città e sull’architettura, e sul risparmio energetico in generale, che non si è mai fermata tra gli addetti ai lavori, sia stata amplificata dai media solo su di un piano formale e superficiale.